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| prima | sempre | |
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direi che questo è l'ultimo biglietto lasciato sul tavolo dal suicida. susanita non ce la fa più. credo che non abbia alcuna ragione di restare in vita. se qualcuno mi dice che l'autocelebrazione paga lo strangolo. magari rinascerò con un altro nome e un diverso, molto diverso, carattere. questo di susanita non lo sopporto più. le pagine indietro le lascio a mo' di funerale. che poi ricordo che mia nonna mi aveva detto in sogno che sarei morta in maggio. niente di meglio di questo maggio strano, monsonico, di merda. ehi tu, versami da bere và. voglio uscire di scena con le mie rughe e un po' di rumore, del vino rosso e una sigaretta. in questa bettola di porto, tra puttane e clown, che non mi si dica che non c'ho provato. adesso è davvero tutto. sipario. |
ventinoveomaggioduemilaotto |