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duegennaioduemilasette

una autocelebrazione che ha lo scopo, mica tanto velato, di trovare marito, deve iniziare da una descrizione fisica.
sembra facile...
bisogna essere onesti. infatti in questo blog inserirò solo fotografie che mi ritraggono ultrabella. oggigiorno son boni tutti: giusta luce, profilo migliore e un po' di fotosciòp. quel baglioruccio diffuso che toglie i difetti e quella saturazione che ti fa venire la pelle di una ciliegina.
ma attenzione, devo stare attenta a non perdere il contatto con la realtà, sarò, prometto, il più sincera possibile.

dunque, da dove cominciare?
nella foto accanto non si vede un granché, un occhione gigante. in effetti ho gli occhi un po' grandi e no, malgrado svariati tentativi di schiarirli con un colliriomagico, e benché piacciano tanto ai poeti, non sono verdi. né naturali né tinti, non lo sono e basta. oddio, forse a ben guardare...
Una striatura verde in fondo, un verde scuro, direi marcio.
ecco: alla luce naturale e a circa trenta gradi di inclinazione si può notare, se si è un attento osservatore e si ha 11 decimi per occhio, striature castane e verde bruno, tipo “bosco d’autunno in una giornata di pioggia”.

ho speso dieci righe per dire che ho gli occhi marroni, non un granché per distinguermi dalla massa.

vediamo,
ecco sì, questa è una caratteristica saliente:
circa tre anni fa ho avuto come un pensiero decisivo e illuminante che ha segnato una svolta nella mia vita.
Il pensiero è il seguente: perché la gente va dal parrucchiere? chi lo ordina? è salutare? è obbligatorio?.
Con mia grande sorpresa la risposta era "Non c'è motivo di andare dal parrucchiere per tagliarsi i capelli!".
Che gioia. una piccola rivoluzione che mi ha fatto sentire libera. Da allora, armata di forbici da sarta, mi taglio i capelli da sola: li porto corti, un po' più lunghi sul davanti, cerco di dare alla loro linea un taglio piacevole, come pare a me.
dietro è più difficile, dove non arriva la vista (senso sopravvalutato) arriva il tatto: toccando sento le ciocche più lunghe e gli do un taglio netto all'altezza che mi pare la più adeguata. A coprire eventuali buchi mi aiuta il fatto che sono piuttosto mossi, direi ricci.

che altro?
sì, c'è un'altra cosa.
non molto bella.
del resto, chi è arrivato a leggere fin qua?
mi mangio le unghie.
dicono che dipende da difficoltà incontrate nella crescita, traumi dell'infanzia, brutte esperienze etc.
per quanto mi riguarda so di aver avuto una infanzia serenamente normale, forse solo un po' troppo protetta dai miei genitori, sono sempre stata la cocchetta di maestre e professori, mai oggetto di bullismo, mai problemi con i compagni. Dunque non so... cerco e ricerco questo evento traumatico ma non lo trovo. L'unica verità che ho è che le mie unghie sono veramente buone da mangiare!

Fatto, mi pare materiale sufficiente per rendermi riconoscibile in strada, tra la gente.


autoritratto, 2006
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